Il
Dj è colui che
mixa i brani musicali: in pratica deve unire più tracce.in
sequenza in modo da ottenere un unico flusso musicale che risulti
piacevole per l'ascoltatore. Altro compito fondamentale del
DJ è quello di "selezionare" i dischi da mixare,
cioè saper scegliere in quel determinato momento e quella
determinata occasione, quale sia il brano più adatto
per il pubblico, ma che rientri anche nello stile e nei gusti
musicali del DJ stesso.Il DJing (ovvero l'esercitare l'attività
del DJ) è considerata da molti una vera e propria arte
che richiede esperienza e talento, così come per qualsiasi
altro musicista. Oggi il DJ è considerato spesso come
una star del mondo della musica, con elevatissimi guadagni,
tournée e serate in tutto il mondo, e una serie di attività
imprenditoriali connesse al DJing come l'apertura di case discografiche,
studi di registrazione, discoteche, emittenti radiofoniche,
ecc...La storia
La nascita della figura del DJ viene fatta coincidere da alcuni
addirittura con i primi esperimenti radiofonici, dove i pionieri
della trasmissione via radio collegavano dei grammofoni a trasmettitori
suonando alcuni dischi.
Il vero inizio dell'attività del DJ, comunque, avvenne
con l'apertura delle prime discoteche, cioè in Francia
sotto la dominazione nazista. Il regime non vedeva, infatti,
di buon occhio la diffusione di opere discografiche del nemico
americano, quindi era proibito suonare dischi d'oltreoceano.
Fu così che nacquero le primissime discoteques dove vennero
messi dischi jazz e blues provenienti dal nuovo continente.
Naturalmente ci voleva qualcuno addetto a selezionare tali dischi,
quel qualcuno diventerà presto il "DJ", con
l'uscita allo scoperto della discoteca e l'esportazione in America
negli sessanta. Lì fu coniato il termine, che significa
letteralmente "fantino dei dischi". Il suo compito
era quello di mettere uno dopo l'altro i dischi (acquistati
dal locale) ed effettuare avvisi col microfono e la sua paga
era uguale se non inferiore a quella di un barista.
Successivamente arrivò saturday night fever, e la disco
music, e, insieme alla discoteca, anche il DJ acquisì
sempre più prestigio, diventando, con la scelta dei dischi,
il responsabile della buona riuscita di un evento e della buona
fama di un locale. Arrivarono, così, i tempi del Loft
e la discoteca divenne luogo di amore per la musica dove la
gente entra per lasciarsi trasportare dalle atmosfere create
dal DJ. E arrivano le prime star di cui il primo che ispirò
un'intera generazione di frequentatori del suo Loft, fu di sicuro
Dave
Mancuso forgiando così grandi DJ
Frankie Knuckles
Larry
Levan
Nicky
Siano
Francois
Kevorkian
Larry
Heard
Costoro furono gli inventori del movimento house music
che dette il la a tutto un immenso filone di musica elettronica,
prodotta dal DJ stesso che assunse il ruolo di sperimentatore
sonoro nonché funambolo del mixaggio, con la nascita
del mixaggio "in battuta", che consiste nel far combaciare
perfettamente la velocità (espressa in BPM, beats per
minute= battiti al minuto) dei due dischi, per creare quel filo
musicale di cui si era parlato all'inizio. Poi arrivò
Carl
Cox
che fu il primo ad usare in una serata ben tre piatti, di cui
due per mixare e uno per creare effetti, o inserire nella selezione
delle versioni "a cappella" di canzoni per creare
dei veri e propri remix dal vivo. Intanto nei ghetti neri nasceva
un'altra interpretazione dell'arte del DJing: il turntablism,
promosso da DJ premiere e soci, che vedranno sviluppata questa
complessa arte fino a far diventare il giradischi un autentico
strumento musicale, capace di produrre dei suoni e delle melodie
muovendo manualmente il disco sul platter (scratch)
Negli anni novanta i DJ divennero gli idoli dei clubbers i quali
presero a muoversi da una città all'altra o da un paese
all'altro per seguire i loro DJ preferiti. Nacque, così,
l'era dei Tiesto, Todd Terry, Sven Vath (ex cantante degli Off
quelli di Electrica salsa) , e in Italia Gigi D'Agostino , Coccoluto,
Albertino, Molella, Fargetta, Prezioso, Ralf, Joe T Vannelli
e tanti altri.
Mixaggio
Il Mix consiste nel miscelare brani in sequenza e senza brusche
variazioni di tempo, creando un flusso sonoro continuo a favore
della pista da ballo.Gli strumenti di base del DJ sono due giradischi
con controllo di velocità (pitch) ed un mixer. Oggi,
con l'evoluzione della tecnologia, ai giradischi sono sono stati
affiancati lettori cd-j con caratteristiche specifiche per questo
utilizzo (pitch), i quali suppliscono ad un inferiore personalità
del suono del CD rispetto a quello del vinile (infatti il CD
essendo un supporto digitale comporta un inevitabile perdita
di certe qualità dovute ai "disturbi" che si
generano nella registrazione analogica su vinile, il che sommato
ad altri fattori di natura tecnica conferiscono al secondo un
suono forse meno fedele ma certamente più "caldo")
offrendo molte opportunità in più rispetto ai
tradizionali giradischi, integrando funzioni talvolta utili
e liberatorie per la creatività come l'emulazione dello
scratch, oppure processamenti DSP del segnale come l'echo, flanger,
delay, filter... o ancora il loop che permette di riprodurre
all'infinito un determinato spezzone di traccia o un certo numero
di cue points che danno la possibilità al DJ di saltare
istantaneamente a dei punti predeterminati del brano in esecuzione...
queste sono solo alcune delle funzioni che comunque sono in
continua evoluzione.
Di recente il mixaggio sembra prendere la strada del PC, usando
basi e pezzi mp3 miscelati da opportuni software (traktor DJ
studio tra i più famosi).
La tecnica del mixaggio si basa fondamentalmente sull'allineamento
delle battute al minuto (BPM) fra due brani diversi. Al fine
di eseguire questa operazione, il DJ deve aumentare o diminuire
la velocità del disco da miscelare (pitch). Il processo
viene prima eseguito "mentalmente" ascoltando su un
orecchio il brano in ingresso e sull'altro quello in uscita
(da qui il caratteristico utilizzo della cuffia). Intanto per
riuscire a riportare insieme "a tempo" i dischi quando
la differenza di BPM (un piccolo scarto è difficilmente
evitabile) si fa sentire, il DJ ricorre al bending ovvero all'azione
di aumentare e diminuire la velocità spingendo o opponendo
resistenza alla rotazione del disco (processo similare nei CDJ)
per ottenere una variazione estemporanea del BPM. In fase di
miscelazione grazie al mixer è poi possibile livellare
i volumi e le frequenze per armonizzare acusticamente il mix
e dare un ulteriore tocco di creatività. Elemento chiave
di ogni mixer (virtuale o fisico che sia) è il cross-fader,
utilizzato proprio nel momento del mixaggio: un cursore orizzontale
che permette di passare il segnale da un canale all'altro in
modo continuo, senza brusche interruzioni.
Oggi sempre più mixer offrono nuove funzioni con multieffetti
DSP, campionatori filtri o uscite di tipo MIDI che gli permettono
di autosincronizzare con la musica alcune apparecchiature MIDI
hardware e software come drum machines, campionatori o sequencers.
TurnTablism
Il turntablism viene collegato immediatamente
all'attività di un DJ di tipo Hip hop: grazie a questa
disciplina egli riesce a suonare il disco, cioè ad utilizzare
un giradischi e un disco in vinile come strumenti; gli effetti
sonori prodotti vengono definiti in gergo scratches.
Una vera e propria "bibbia" sulle tecniche (in gergo
"tricks" o "routines") è nata nel
tempo: sono innumerevoli tutte le manipolazioni possibili effettuabili
sul disco, dai più conosciuti scratch (con le sue infinite
varianti) ai backspin (far suonare al contrario il disco con
la mano), passando per i beat juggling (o drumming - tecnica
in cui si compongono al volo le batterie). Per queste tecniche,
il DJ utilizza prevalentemente una coppia di giradischi, in
quanto pratici per il controllo manuale della rotazione del
disco.
Per queste pratiche sono richiesti strumenti molto più
solidi e performanti di quelli necessari ad un DJ "classico"
che suona in sequenza dei brani; l'usura e lo stress a cui è
sottoposto un vinile infatti portano alla vera e propria distruzione
dello stesso e della puntina. Molte case produttrici (Stanton,
Shure, Ortofon, ...) si sono specializzate nella realizzazione
di tool adatti ai DJ turntablism, fornendo testine resistenti
ai movimenti più estremi, panni che riducono la frizione
tra disco e piatto e mixer con crossfader dedicati allo scratch.
Con l'avvento delle nuove tecnologie iniziano a comparire i
primi DJ che praticano il turntablism con i lettori cd-j, nonostante
la cosa abbia creato moltissime polemiche tra i cultori del
genere.
Selezione
La Selezione è la proposta musicale dei
brani scelti dal DJ. Ciò che distingue i DJ e che ne
rende alcuni famosi alla pari dei musicisti è la capacità
di creare un'atmosfera con i suoi dischi in una serata. Un bravo
DJ non è un juke-box che mette in sequenza i brani più
in voga del momento, ma sa scegliere il brano giusto al momento
giusto. Molto spesso però, al DJ si richiede anche di
dover dare un certo "filo logico" alla sua selezione,
mettendo in sequenza dischi simili in struttura ritmica/musicale,
in tipo di genere, e/o in contenuto emotivo.
Parecchie discussioni sono nate sul DJ "juke-box",
tanto che è possibile oggi delineare due tipologie principali
di selezionatori: il DJ che suona brani commerciali, spesso
richiesti dal pubblico stesso, al fine di soddisfare le esigenze
degli ascoltatori e divertirli e il DJ "musicista"
che colleziona dischi (in giro per negozi o internet) e li propone
al pubblico come un lavoro completo, studiato, con un filo logico
e spesso d'atmosfera.
Produzione
La Produzione è l'attività compositiva del DJ.
Tramite l'utilizzo di strumenti come campionatore, sequencer,
drum machine, computer, sintetizzatori e talvolta i giradischi
stessi, il DJ crea musica nuova.
Oltre alla produzione di musica propria, il DJ può creare
i remix: partendo da alcuni elementi di un brano, ne crea uno
nuovo, cambiando l'arrangiamento e aggiungendo suoni. Generalmente
il remix è prodotto per introdurre una canzone ad un
nuovo pubblico, oppure per rendere tale disco appetibile al
mercato discografico orientato al DJ e al pubblico della musica
dance... molte pop-star ad esempio commissionano dei remix ai
famosi DJ del campo house (come Dave Morales, masters at work,
Armand Van Helden) che li licenziano attraverso le proprie label,
specializzate per lo più in questo tipo di lavoro - è
il caso ad esempio della def mix o la MAW rec.
Contesti lavorativi
I vari livelli dei dj:
Club (o
Discoteca)
Festival musicali
Rave
Dancehall
Radio
Live (in concerti, con musicisti, mcs, DJs)
I generi musicali
di principale interesse:
- Dance
-
Techno
-
Trance
-
Hardstyle
-
Breakbeat
-
West London
-
Drum'n'Bass
-
Dub
-
Funk
-
Hip hop
-
Nu-Jazz
-
Reggae
-
Afro
-
Hardcore
-
Progressive House
-
Electro clash
-
Mash-up
^
Torna su ^
|